Scuderia Tuscia Viterbo ASD


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Germano Nataloni - 1

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Germano Nataloni

Germano Nataloni
Primo Presidente della Scuderia Tuscia Viterbo ASD


- Un cavaliere Lancia -
di Andrea Allegrucci
a.allegrucci@granturismonline.it
(adattamento web a cura di Ernesto Russo)


Nel 1952 Germano Nataloni partecipa alla sua prima "Mille Miglia".
Oggi, dopo oltre 50 anni di carriera agonistica tra rally, corse in circuito e in salita,
può contare al suo attivo quasi 1000 gare.


Nell'Italia dell'immediato dopo-guerra, Germano Nataloni è un giovane di belle speranze, con la passione per le corse nel cuore. "Ricordo che ogni tanto prendevo di nascosto la Lancia Aprilia di mio padre per uscire la sera, o per andare a vedere il passaggio della Mille Miglia a Civita Castellana..." Una passione per l'automobilismo sportivo che sarebbe potuta rimanere inespressa o venire "canalizzata" in altre direzioni,se non avesse trovato in famiglia un affettuoso sostenitore. "Mia madre era contraria alle corse... papà invece, mio affettuoso complice, quando dovevo partecipare ad una gara mi tirava la valigia dalla finestra per non farmi scoprire... e poi le gare di allora erano un'avventura... si partiva un po' allo sbaraglio con incognite di natura tecnica come il carburante o le gomme di buona qualità , e quelle di natura meteo come la pioggia...
Però in quella Mille Miglia (1° edizione del 1956 n.d.r.) la pioggia incessante, che per di più entrava dal finestrino rotto, mi aiutò moltissimo perche il motore veniva meno sollecitato e non risentiva per nulla di tutta quella percorrenza.
Le condizioni atmosferiche ,ad ogni modo, non mi aiutavano a condurre la mia vettura in modo determinato;infatti, ad un controllo Tecnico Lancia ero ormai sceso per ritirarmi, quando mi comunicarono che ero primo.
Anche se mancavano ancora 300 km, pensai solo al traguardo. All'arrivo a Brescia, l'Aurelia era distrutta, la frizione e i freni in sostanza inesistenti. Quella volta mi aggiudicai una vittoria di gruppo, una gran soddisfazione vista anche la fragilità delle auto di quell'epoca... provate solo ad immaginare cosa vuol dire affrontare senza freni l'ultimo rettifilo alla fine di un percorso di montagna...".
Nella sua lunga carriera, Germano Nataloni rimarrà sempre fedele al marchio Lancia. Dall'Aurelia B21 passera alla B20 arrivando alla versione Zagato, senza disdegnare la piccola Appia.
Sarà poi la volta della Flaminia, cui si affiancheranno la Flavia e poi la Fulvia, per finire alla Stratos e alle più recenti 037 e Delta.
Pilota ufficiale dal 1966 al 1974, Germano Nataloni, oltre ad essere eccezionale testimone dei successi Lancia, ne è stato anche meritevole artefice.
Tra le tante soddisfazioni Nataloni non dimenticherà mai, in occasione di una gara sul circuito delMugello, la telefonata che Fiorio gli fece per affidargli la "prima guida". "Arrivammo secondi quell'anno" spiega Nataloni "...mentre in quello seguente, vinsi al Mugello correndo da solo, con una Fulvia Zagato".
Pilota irruente e tenace, digerisce malvolentieri sgarbi e scorrettezze.
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